Oltre che una visita a Jesi, alle grotte di Frasassi ed a Fabriano, molti altri luoghi meritano una sosta.

Chiaravalle: S. Maria in Castagnola
Innanzi tutto l' abbazia di S. Maria in Castagnola a Chiaravalle.
Fondata nel 1172 da monaci cistercensi provenienti dall'abbazia di Chiaravalle presso Milano, che a sua volta prese il nome da Claivaux nella Borgogna da dove per impulso soprattutto di S.Bernardo si era diffuso l'"ardore" dei cistercensi.
Questi erano monaci di derivazione benedettina, ma in contrasto con questi perchè la regola originaria "ora et labora" aveva accentuato l'aspetto delle lodi ed il lavoro fisico era quasi scomparso.
Fondato l'ordine (chiamato cistercense da Citeaux, luogo del primo monastero), presto si espanse. Il rinnovamento, inteso come ritorno al vangelo ed alla regola, fu dirompente e S.Bernardo ne divenne il teologo. Quest'ordine fu legato, solo spiritualmente, ai Cavalieri Templari a favore dei quali fu perorata causa dallo stesso S.Bernardo. I Templari avevano scelto quale "divisa" quella stessa dei cistercensi (saio bianco con cappuccio) a cui in seguito aggiunsero una grossa croce di colore rosso.
Dal punto di vista architettonico la chiesa ricalca lo spirito ascetico cistercense, cioè esprime essenzialità e razionalità.
Elementi chiaramente romanici soprattutto all'esterno, altri goticheggianti, soprattutto all'interno.
Altre abbazie cistercensi nella nostra zona sono: l'Abbazia di S.Maria di Chiaravalle di Fiastra (presso Tolentino)

Serra S. Quirico: Le Copertelle
Serra San Quirico: antico borgo medioevale, conserva le antiche stradine intersecate da scalette, archi e volte. I passaggi coperti (le Copertelle) di origine longobarda offrono scorci molto suggestivi.
La piazza ha palazzi del '600 ed antica fontana; la chiesa di S.Lucia, distrutta e ricostruita nel 1650 in stile barocco, ha notevoli opere: marmi policromi, tela del Reni ed altro; nell'ex convento è esposta la cartoteca storica regionale (raccolta di carte geografiche dal XV sec all'annessione al regno d'Italia); la chiesa di S. Filippo Neri del 1678 con una bella cantoria barocca in legno intagliato. Bello anche l'altare ed il portale.
Nei pressi di Serra S. Quirico interessante l'abbazia di S.Elena (fondata da S.Romualdo nel 1010) ed il castello medioevale di Rotorscio. I particolari salienti sono molti, ma occorre almeno accennare al panorama della "Gola della Rossa".
Buoni i dolcetti chiamati "caciuni"!!
Ancora una curiosità: il nome del santo che dà in parte il nome alla cittadina (Quirico) ha la stessa derivazione di Ciriaco (il santo di Ancona); entrambe derivano da "quir" nome dato dai Piceni alla loro lancia ed indicava anche il confine poichè le lance venivano piantate a delimitazione del loro territorio.
I nomi propri di persona Quìrico e Cirìaco (anche nella forma Ceriàgo) non a caso sono pressochè introvabili fuori dai territori un tempo piceni, anche se ora stanno scomparendo anche qui sommersi da nomi esotici-televisivi-cinematografici.
Certamente si fa torto a molti centri e molte opere che qui non sono nominate.
Un consiglio: questi cenni siano soltanto uno spunto per visitare la zona, per il resto ci si lasci attrarre dal minimo indizio (un nome, un campanile antico, una torre); ogni paese custodisce almeno un capolavoro.
Per dare qualche spunto si nomina Maiolati Spontini, patria del musicista Gaspare Spontini (1774-1851) con casa-museo, la chiesa romanica di Moie, e ... sperduto sui monti Domo (trittico su tavola del Maestro di Domo).
Questa valle, non dimenticarselo, è la terra del verdicchio e i "Castelli di Jesi" sono i vari paesi (tutti un tempo castelli) attorno a Jesi.
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