
spiaggia San Michele
Sirolo si trova a 130 m di altezza, in bella posizione panoramica a picco sul mare. Il centro storico è l'antico castello, di cui conserva la struttura.
Cenni di storia
La storiografia locale attribuisce, con un discreto credito, l'origine del nome a tale condottiero Syrio che avrebbe contrastato i Goti nel 550 d.C. ed avuto in premio le terre su cui costruì il castello di Sirolo o Syrolo (termine alto medioevale) o Scirolo (termine dialettale ancora in uso).
Non mancano però dissidi su tale ipotesi: il nome sarebbe molto più antico e deriverebbe da un tempio dedicato alla dea Sira o Syra o Scira (sinonimi) nell'epoca dell'antico porto di Numana dei Piceni cioè vari secoli prima di Cristo.
E' comunque certa la storia a partire dall'anno 1000.
Verso quest'anno Sirolo era dei conti Cortesi i quali nel 1225 sottoposero tutti i loro castelli ad Ancona in cambio dell'iscrizione alla nobiltà anconetana.
Già nel 1038 gli stessi conti avevano donato all'abate Guimezone dei benedettini, la chiesa di S.Pietro sul monte Conero, costruita forse alcuni anni prima insieme alle celle dei monaci.
Nella seconda metà del duecento, eventi naturali distrussero una buona parte del castello di Sirolo che tuttavia rimase inespugnabile.
Infatti nel 1354 il castello fu assediato dal capitano di ventura Fra' Morreale, inviato dal cardinale Albornoz per sedare le intemperanze di varie città contro il potere papale. L'assedio non riuscì, e così pure Sirolo resistette all'assedio dei Malatesta nel 1413.
Libero da oppressori il castello si diede statuti di autogoverno sin dal 1465 e tale libertà durò fino alla fine del '600.
Seguì la dominazione pontificia e francese fino all'annessione al regno italico di Napoleone. Caduto quest'ultimo, Sirolo tornò sotto il dominio papale fino all'unità d'Italia.
Prima dell'anno mille Sirolo ospitò molte comunità regiose: "il monte" diventa la montagna degli eremiti i quali cercavano silenzio e solitudine, vivendo nelle grotte in preghiera e meditazione. In seguito alcuni monaci diedero vita a comunità religiose attorno alle chiese di S.Pietro e di S.Benedetto in cima al monte Conero, vivendo di elemosine e lavori agricoli. Queste chiese furono abbandonate spontaneamente ed i frati furono trasferiti altrove. Gli eremiti di S.Maria Gonzaga occuparono allora la chiesa di S. Pietro ed i Camaldolesi occuparono l'altra. Tra le due comunità seguirono ripicche, piccole guerre, rotolar di sassi fino all'incendio di S.Pietro. I gonzaghiani abbandonarono ed i camaldolesi si sistemarono nella chiesa che fu dei rivali. A "Fonte d'Olio" una comunità di benedettini occupava l'attuale Villa Carlo (in cui un frantoio del 1400 è ancora visibile). A S. Erasmo, ai piedi delle "vigne", c'era un'altra piccola comunità (chiesa e convento sono andati distrutti) e nell'attuale Villa Vetta Marina c'era la numerosa ed importante comunità dei francescani che fu visitata dallo stesso S.Francesco.

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