Nel Parco Naturale del Monte Conero per sentieri e stradelli

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Numana
Numana, splendida località della Riviera del Conero
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Steve-McCurry-Ancona
Mostra Fotografica “Icons” di Steve Mc Curry
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Visita il Conero a piedi, in mountan bike, a cavallo


Per scoprire le meraviglie di un territorio in parte ancora sconosciuto a noi piace far conoscere il Monte Conero invitando a percorrere quella che viene definita la via ecosostenibile del turismo, a piedi, in mountan bike, a cavallo perché così ci sembra di salvaguardare il delicato e delizioso ecosistema del Parco Naturale dall’impatto spesso devastante di un turismo di massa non sempre rispettoso dell’ambiente.

Se condividi, attraversa nel modo meno invasivo i sentieri che percorrono chilometri di territorio incontaminato del Parco Naturale del Monte Conero e che gli abitanti del luogo chiamano confidenzialmente gli stradelli, allorquando superate le consuete strade paesane, i viottoli rupestri cominciano ad inoltrasi all’interno del monte o vanno scendendo verso le calette e le grotte segrete, lungo le pareti di roccia calcarea a strapiombo sul mare.

Verde di corbezzoli, lecci, pini marittimi, bianco e rosa di marna e scaglia accumulate in innumerevoli ere geologiche e raccolte per decenni nelle cave ormai in disuso e definitivamente chiuse che hanno consentito la costruzione di alcuni dei monumenti più belli delle Marche, il Conero, kòmaros, il nostro monte Corbezzolo, costituisce il promontorio eccellente del medio Adriatico, un rarissimo angolo di costa alta dai 500 ai 600 metri circa, appartenente ad un litorale in prevalenza basso e sabbioso.

La storia del Conero è antica di ben 5 milioni di anni come raccontano le pietre scolpite dal tempo che gli conferiscono la tipica conformazione a cupola. Attrae studiosi e turisti curiosi di ammirare le incisioni rupestri lasciate dagli abitanti preistorici, le imponenti costruzioni risalenti all’epoca monastica quando il luogo fu sede di importanti insediamenti religiosi e, non da ultimo, l’habitat naturalistico riferito ad un territorio tipicamente mediterraneo tuttavia ricco di ambienti molto diversi tra loro che creano contrasti incredibili e suggestivi.

Da un lato ecco le candide falesie costiere a picco sul mare colorato di zaffiro, spiagge e calette incorrotte che introducono nell’atmosfera sognante propria soltanto dei Paesi esotici, dall’altro la maestosità dei boschi, i torrenti e i rarissimi laghi salmastri, infine le aree agricole, le placide zone collinari su cui ondeggiano i campi di grano, brillano di giallo acceso i girasoli e maturano al sole i grappoli dei pregiati vitigni autoctoni e le olive degli alberi sempreverdi.

Tutto questo il turista potrà godere nell’ambito dei percorsi programmati da varie associazioni locali attive in ambito naturalistico per la valorizzazione del territorio marchigiano, o girando secondo il proprio estro personale, a piedi, in bicicletta, a cavallo, o in automobile, dato che non è proibito farlo specie se si desidera raggiungere alcuni dei romantici borghi medievali placidamente adagiati come giganti addormentati sui colli in cui il tempo sembra essersi arrestato da secoli.

Ovunque assisterà l’ospite, presenza sacra e gradita per tradizione secolare in questi territori, un accogliente locale di ristoro sia lungo il litorale che nell’entroterra in cui il viandante stanco potrà concedersi una meritata sosta prima di riprendere il cammino e gustare piatti a base di prodotti tipici, sani, gustosi, introvabili altrove.

Abbinate alle passeggiate, al trekking e all’alpinismo proprio lungo le pareti di roccia calcarea a strapiombo sull’acqua, per gli appassionati della vacanza attiva non potranno mancare gli sport acquatici che oltre alle tradizionali discipline di nuoto in mare e in piscina, prevedono esclusive escursioni guidate in barca a vela, in canoa, in tavola da windsurf sino alle spiaggiole inaccessibili, tempo atmosferico consentendo, ovviamente.

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I principali sentieri del Parco Naturale del Conero da percorrere a piedi, in bicicletta, a cavallo.


Immergiti nella Natura tra le migliaia di varietà di piante protette che costituiscono la macchia mediterranea del Conero, un patrimonio floristico di inestimabile valore. Ossigeno e profumo di resine ovunque; pini, cipressi, cedri e lecci a perdita d’occhio dalla cima alle pendici del monte, e sopra le falesie costiere autentiche rarità, il ginepro rosso, l’euforbia, e la ginestra.

Elenchiamo di seguito alcuni dei sentieri più famosi, accessibili a tutti, anche ai bambini e percorribili in tempi modesti, da1 a 5 ore circa, con difficoltà definite di livello facile/medio. Ti invitiamo a partire correttamente equipaggiato, con acqua potabile per combattere l’arsura dei giorni di calura estiva, cappello e occhiali per fronteggiare i potenti raggi del sole e se vorrai praticare il fai da te senza l’ausilio delle guide del Parco, munisciti di una carta topografica per escursionisti e segui la segnaletica presente su tutto il territorio protetto.

  • Traversata del Conero
  • Le Due Sorelle/Passo del Lupo
  • Dei Sassi Neri
  • Della Spiaggia di San Michele
  • Di San Lorenzo
  • Spiaggia Urbani/Dello stradone di Sant’Andrea
  • Delle Grotte Romane
  • Del Sentiero Gigli
  • Anello di Portonovo
  • Portonovo/Del Trave
  • Della Sardella
  • Della Vedova
  • Della Scalaccia
  • Numana/Della Fonte di Capo d’Acqua
  • Anello della Pecorara
  • Del Betelico
  • Del Boranico
  • Anello Della Gradina.

Il sentiero più lungo è Le Due Sorelle/Passo del Lupo, lo si completa in circa 5 ore di cammino, mentre con 1 ora circa si possono percorrere gli stradelli della Spiaggia di San Michele, Del Sentiero Gigli, e di Numana/Della Fonte di Capo D’Acqua.

A primavera nel Conero sulle ali di migliaia di rapaci prende il volo il birdwatching


Il birdwatching è un hobby che riguarda l’osservazione degli uccelli nel loro ambiente di vita, che comprende anche l’ascolto ed il riconoscimento dei canti. Interessa ornitologi e fotografi naturalisti ma anche ospiti occasionali in quanto si tratta di uno spettacolo unico nel suo genere. Il Parco naturale del Monte Conero è considerato il secondo promontorio d’importanza nazionale per il passaggio dei rapaci che migrano dalle zone di svernamento, le terre africane, verso i luoghi europei di nidificazione.

La migrazione del Conero è quindi compresa nella top ten del birdwatching, specie durante i mesi di aprile, maggio e di agosto, settembre. In questi periodi l’Ente Parco organizza un campo di osservazione in cui è possibile ammirare oltre un migliaio di rapaci in un unico giorno. Particolare interesse suscitano i Falchi pecchiaioli, i Falchi di palude, le Albanelle ed alcuni uccelli veleggiatori, Gru e Cicogne. Il luogo ideale per assistere allo spettacolo dei rapaci in migrazione viene individuato nella località Gradina del Poggio di Ancona, dove si stima transitino annualmente oltre undicimila volatili protetti.