Capolavori Sibillini

5 aprile 2017
Steve-McCurry-Ancona
Mostra Fotografica “Icons” di Steve Mc Curry
5 aprile 2017
Grotte di Frasassi
Grotte di Frasassi
5 aprile 2017

Dal 19 Febbraio a Osimo, la mostra "Capolavori Sibillini. L'Arte dei Luoghi Feriti dal Sisma"


Dal 19 Febbraio al 01 Ottobre 2017 la prestigiosa sede di Palazzo Campana per l’Istruzione Permanente di Osimo (An) ospiterà la Mostra“Capolavori Sibillini-L’Arte dei Luoghi feriti dal Sisma.

L’importante iniziativa culturale nasce a seguito della grave situazione venutasi a creare in molte zone delle Marche a causa del sisma del 2016. Promossa dalla Regione Marche, del protocollo d’intesa sono entrati a far parte numerosi enti ed associazioni locali interessati a farsi carico della tutela dell’ingente patrimonio artistico soggetto a rischio. Hanno sottoscritto l’importante documento la Rete Museale dei Sibillini, la Soprintendenza Archeologica-Belle Arti e Paesaggio delle Marche, il Comune di Osimo, l’Istituto Campana per l’Istruzione permanente di Osimo, l’A.S.S.O - Azienda Servizi Speciali di Osimo, e 8 Comuni appartenenti alla Rete museale dei Sibillini, Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Montelparo, Monte Rinaldo in provincia di Fermo, Montalto delle Marche in rappresentanza di Ascoli Piceno, Loro Piceno e San Ginesio per Macerata.

La città di Osimo si è resa disponibile ad ospitare per il tempo necessario i tesori artistici provenienti dai paesi colpiti dal sisma nelle splendide sale del Palazzo Campana per l’Istruzione Permanente realizzando “Capolavori Sibillini - L’Arte dei Luoghi feriti dal Sisma” con la presenza di 100 opere in tutela sotto il comitato scientifico presieduto da Vittorio Sgarbi che nel palazzo storico osimano, diventato simbolo di cultura e d’arte, aveva in precedenza allestito la sua personale bellissima mostra “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”.

Nell’occasione la sede privilegiata del Campana diventa anche un luogo di conservazione e di restauro, con la creazione di un Laboratorio adibito al recupero delle opere danneggiate da parte di illustri professionisti del settore.

Le opere presenti, oltre a testimoniare il ricco e diffuso patrimonio storico-culturale dei Sibillini, caratterizzano l’identità territoriale delle nostre comunità montane e simboleggiano la bellezza e la fragilità di un’area tipica che mai come ora va promossa e protetta.

È proprio nell’intento di salvaguardare tale e tanta ricchezza artistica e naturalistica, per tutelare e valorizzare il senso d’identità e di coesione sociale di un territorio altrimenti destinato a scomparire, per incentivare il potenziale turistico delle zone da cui il materiale esposto proviene, che non solo la città di Osimo ma numerosi Comuni limitrofi ed i cittadini di molte Regione italiane si sono mobilitati in aiuto alle popolazioni colpite dal tragico evento del 2016. In ogni piccolo centro marchigiano il turista, sensibile e responsabile, troverà iniziative e manifestazioni organizzate in favore delle zone terremotate. I proventi ricavati dalla mostra di Osimo saranno destinati al restauro delle opere esposte. L’iniziativa garantirà inoltre lavoro a diversi giovani precedentemente occupati presso la Rete Museale dei Sibillini.

Osimo inoltre presenta essa stessa pregevoli monumenti e reperti archeologici risalenti all’epoca romana e una visita meritano le sue grotte di tufo scavate nei sotterranei del Centro storico, destinate a nascondere le prime comunità cristiane, recentemente restaurate ed aperte al pubblico.

Con il biglietto d’ingresso alla mostra allestita a Palazzo Campana, pari a € 7,00, sarà possibile visitare una delle grotte del sistema ipogeo della città al prezzo ridotto di € 4,00.

Rapido excursus sul percorso espositivo della Mostra


Il percorso espositivo della mostra osimana con i tesori artistici della rete Museale dei Sibillini esposti nelle sale del Museo Campana per l’Istruzione permanente si presenta diviso in 6 sezioni definite in base ai luoghi di provenienza delle opere in esposizione.

1. Pinacoteca civica Fortunato Duranti di Montefortino è il titolo attribuito alla prima sezione in cui appare il dipinto la Maga “Sibilla”, immagine simbolo della mostra, opera di Corrado Giaquinto artista appartenente alla scuola napoletana del settecento.
2. Pinacoteca Civica “Scipione Gentili” di San Ginesio è la seconda sezione destinata a conservare alcune pregevoli opere provenienti dalle chiese di Santa Maria della Pietà e di Santa Maria delle Macchie.
3. La terza sezione ospita le opere provenienti da Montelparo, Montalto delle Marche e Loro Piceno.
4. Dedicata al papa Sisto V e a Montalto, sua città natale, la quarta sezione con pregevoli opere provenienti dal Polo Museale Città di Sisto V e dal Museo Sistino Vescovile.
5. Un nome suggestivo e denso di significati per la quinta sezione: Lo scrigno emerso dal mare - Montefalcone Appennino e Smerillo interamente dedicata alla nascita della catena appenninica dei Monti Sibillini con quattro teche contenenti reperti fossili, pietre rare, e minerali fluorescenti provenienti dal Museo Comunale dei Fossili e dei minerali di Montefalcone Appennino.
6. L’arte riparata - Laboratorio di restauro dei Capolavori Sibillini, costituisce la sesta sezione con il pregevole laboratorio di restauro fruibile al pubblico, alle scolaresche ed ai gruppi turistici secondo un programma da calendario per l’intera durata dell’esposizione. Inestimabili il valore dell’iniziativa, la sua funziona didattica focalizzata al recupero delle opere e degli antichi saperi che hanno reso illustri le botteghe artigiane italiane, un laboratorio come impegno di sensibilizzazione alle problematiche di conservazione delle opere d’arte che conta quanto le stesse opere recuperate.